Come dire di "No" ai bambini senza influire sulla loro autostima 

Essere genitori è difficile. I figli non nascono con un libretto delle istruzioni. Per questo, spesso, non si sa come porre limiti ai più piccoli, affinché crescano in un ambiente affettuoso e allo stesso tempo con delle regole. 

Dire sempre di "si"non fa bene ai bambini, sia perché non possiamo effettivamente realizzare tutte le loro richieste ma anche per questioni di sicurezza. E' inoltre importante evitare di viziare troppo i figli per aiutarli ad affrontare meglio i limiti esterni, a controllarsi e ad auto-regolarsi. 

Non sempre è facile saper dire di no, spesso perché i genitori per primi si sentono colpevoli. Niente paura.
Negare qualcosa ai figli può essere un vantaggio per la loro vita da adulti, l'importante è non cadere nell'errore di lasciarli senza spiegazioni. Questo perché se il bambino non capisce il significato delle sue azioni può mettere in atto comportamenti di sfida o di non ascolto delle richieste del genitore.
Allo stesso tempo può essere altrettanto negativo essere troppo permissivi e dire sempre di "si".
E' quindi necessario trovare un giusto equilibrio spiegando in maniera positiva e costruttiva perché certi comportamenti non sono corretti o adeguati in quel momento. 

  • LE REGOLE DEVONO ESSERE CHIARE

Per evitare di dire sempre di no, è indispensabile spiegare al bambino le norme fondamentali e le eventuali conseguenze   se non vengono rispettate, evitando toni minacciosi o intimidatori. In questo modo si potrà instaurare un dialogo con il bambino, con la possibilità di prevenire azioni pericolose o negative.

  • PROPORRE UN'ALTERNATIVA 

Se non possiamo svolgere una determinata attività per la sicurezza del bambino o perché non è il momento, invece di pronunciare la parola "No", cerchiamo di proporre un'alternativa. Invece di dire: "No, non ti compro la merendina", si può proporre un alternativa (Ad esempio: "Perché non prepariamo un dolce per la colazione insieme"?).
In questo modo, non solo si offre un'altra possibilità ma si rende partecipe il bambino delle decisioni.

  • RIMANDARE A PIU' TARDI 

Gli impegni di tutti i giorni non sempre ci danno la possibilità di fare tutto ciò che vogliamo e quando vogliamo.
Per questo, è necessario che il bambino capisca che ci sono momenti in cui altri impegni ci costringono a rimandare attività più piacevoli. Invece di dirgli: "No, non posso giocare con te ora", ad esempio si può dire: "Aiutami con le faccende di casa e poi giocheremo insieme".

  • MOSTRARGLI LE CONSEGUENZE 

I bambini devono imparare che ogni azione ha delle conseguenze. Invece di vietargli direttamente di fare qualcosa, spiegategli cosa può provocare quell'azione. Meglio non dire: "Che non ti venga in mente di attraversare la strada se il semaforo è rosso", sarebbe preferibile spiegare al bambino perché esiste questa regola e la sua importanza: "Se il semaforo è rosso, i pedoni devono rimanere sul marciapiede o rischiano di essere investiti".
Non occorre spaventare il bambino, ma spiegargli quali sono le conseguenze in maniera tranquilla e decisa.

  • USARE UN TONO E UN LINGUAGGIO ADEGUATO 

Se perdiamo noi per primi il controllo, probabilmente non riusciremo ad ottenere i risultati sperati e avremo speso energie inutili gridando, rimproverando o lasciandoci andare alla rabbia. Non sempre è facile ma sarebbe opportuno cercare di parlare con i figli in maniera calma e assertiva, magari utilizzando anche l'umore.
In questo modo, il bambino non si sentirà escluso o rimproverato costantemente e gli daremo l'opportunità di comprendere le norme.Il modo migliore per comunicare con i bambini è tornare noi stessi bambini.